Roberta Racis
Nulla dies sine linea
Roberta Racis
In Nulla dies sine linea la pratica coreografica e vocale incontra il whipcracking grazie alla collaborazione con l’artista Mordjane Mira.
La locuzione latina Nulla dies sine linea, tradotta letteralmente come nessun giorno senza tracciare una linea, viene fatta propria per scrivere un manifesto fisico, liberatorio e femminile. La frase è attribuita da Plinio al pittore greco Apelle, del quale si dice che non lasciasse passare giorno senza esercitarsi ed allude alla necessità dell’esercizio quotidiano, esercizio di se, al dominio di se, senza il quale nessun traguardo può essere conseguito. L’esercizio realizzato non riguarda esclusivamente la pratica e la disciplina della frusta.
Il whipcracking è uno sport che trae origine dal mondo rurale dei mandriani, dei cowboy americani, degli stockmen australiani e dei gauchos della pampa. Nella sua forma artistica comprende diverse discipline come il targeting (taglio di oggetti con la frusta), l’avvolgimento e le routine ritmiche singole e doppie (con una o due fruste).
L’idea è di spogliare quest’arte di qualsiasi stereotipo, trasformando l’uso di uno strumento di sottomissione in un atto di libertà e di resistenza contro ogni forma di imposizione. La frusta è stata utilizzata nei secoli in contesti e scopi diversi come strumento per allontanare gli spiriti maligni, per propiziare la fertilità, per superare prove iniziatiche, per raggiungere la purificazione dello spirito e la sublimazione del corpo.
Lo schiocco che una frusta produce ha a che fare con un rilascio di energia immagazzinata a una velocità superiore a quella del suono. Quindi quando una persona “lancia” la frusta, quell’energia immagazzinata viaggia dal manico solido (handle) alla punta della frusta (cracker), creando un vuoto nello spazio, il cosiddetto boom sonico. La frusta schiocca a causa dell’aria che torna nel vuoto.
Lo studio dello slancio e del momentum consente di riflettere sul subitaneo e sull’impeto, non solo come moto repentino ma nelle sue diverse accezioni di τέλος e di impulso spontaneo dell’animo.
Esplorare il whipcracking in quanto linguaggio consente di esprimere quella potenza femminile che la cultura patriarcale reprime e regola. La femminilità a cui ci si riferisce non è performativa, calmante, ragionevole o sottomessa ma è una forza primordiale e non arginabile.
Nulla dies sine linea è un’occasione di empowerment per reclamare quegli aspetti considerati selvaggi e passionali (come la rabbia, la forza o la sessualità) e, in quanto tali, malvisti nel quadro capitalista della femminilità tradizionale patriarcale.
Progetto, coreografia, danza: Roberta Racis
Insegnate di Whipcracking: Mordjane Mira
Fruste: Silverwhips\ Sylvia Rosat
Musica e vocal coaching: Alessandra Diodati
Foto: Fabio Artese
Produzione: Fuorimargine – Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna
Con il sostegno di: Oscenica, Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), La Cap Creative Re-Hub